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the Mafia - 2 |
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the Mafia Italy |
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Il Pool Antimafia Il Pool comprende quattro magistrati. Falcone, Borsellino e Barrile lavorano uno a fianco all’altro, sotto la guida di Rocco Chinnici. Si intravede e, lentamente, si instaura un legame comunitario tra i giudici che appartengono al pool. |
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The Pool the Antimafia The Pool comprises four magistrates. Falcon, Borsellino and Barrile work one to flank to the other, under the guide of Rocco Chinnici. It is caught a glimpse and, slowly, a communitarian tie between the judges is established who belong to the pool. |
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Antonino Caponnetto Caponnetto nasce il 5 settembre 1920 a Caltanissetta, dal 1930 in poi risiede in Toscana, prima a Pistoia ed in seguito a Firenze. Nel 1954 diventa magistrato e svolge la sua attività soprattutto nella regione adottiva, fino al 1983. Nel novembre dello stesso anno Caponnetto, a sua domanda (presentata dopo l'uccisione per mano di Cosa Nostra di Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo), ottiene il trasferimento a quell'ufficio in prima linea nella lotta alla mafia. "La Sicilia ha pagato un alto tributo di sangue: spero che adesso ci lascino lavorare in pace" disse il giorno del suo insediamento. Iniziarono così cinque anni di trincea e di soddisfazioni professionali. Ispirato dalla strategia di Caselli ed Imposimato nella lotta contro il terrorismo, inventò, forzando le regole procedurali, e diresse il pool antimafia. L'idea fu quella di creare un gruppo di lavoro che si occupasse a tempo pieno e in via esclusiva dei processi di mafia, frazionando così i rischi e assicurando una visione organica e completa del fenomeno. Accanto a sé chiamò Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta. Il lavoro del pool portò al primo maxiprocesso contro Cosa Nostra conclusosi con una raffica di condanne; ormai passate in giudicato. Agli atti, per la prima volta, finirono le dichiarazioni di pentiti come Tommaso Buscetta. Nel marzo 1988 Caponnetto lascia il Tribunale di Palermo per fare ritorno a Firenze (dopo quattro anni e quattro mesi di vita in caserma); indicando in Falcone il suo successore. Il Csm gli preferì Antonino Meli seguendo criteri di anzianità e Caponnetto non nascose la sua amarezza per questa decisione. Nel 1990 va in pensione col titolo onorifico di Presidente Aggiunto della Corte Suprema di Cassazione. Pianse al momento della morte di Falcone, ebbe un momento di sconforto ai funerali di Borsellino, disse che era "tutto finito", ma il suo impegno dal 1992 è stato continuo, nonostante l'età e i problemi di salute. |
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Antonino Caponnetto Caponnetto is born the 5 september 1920 to Caltanissetta, from 1930 in then resides in Tuscany, before to Pistoia and as a result of Florence. In 1954 she becomes magistrate and it above all carries out its activity in the adoptive region, until 1983. In the November of the same Caponnetto year, to its question (introduced after the killing at the hands of What Ours of Rocco Chinnici, head of the Office instruction of the Court of Palermo), obtains the transfer to that office in front line in the fight to the Mafia. “The Sicily has paid a high pays of blood: I hope that now lascino to work to us in peace” it said the day of its takeover. They began therefore five years of trench and professional satisfactions. Inspired from the strategy of Caselli and Imposimato in the fight against the terrorism, it invented, forcing the procedural rules, and directed pool the antiMafia. The idea was that one to create a work group that was taken care to full time and in via exclusive right of the Mafia processes, frazionando therefore the risks and assuring one organic vision and completes of the phenomenon. Beside himself it called Giovanni Falcone and Paul Borsellino, Giuseppe Di Lello and Leonardo Guarnotta. The job of the pool carried to first maxiprocesso against What the Our conclusosi with one squall of sentences; by now passages in sentence. To the actions, for before the time, the sorry declarations ended like Tommaso Buscetta. In March 1988 Caponnetto leaves the Court of Palermo in order to make return to Florence (after four years and four months of life in barracks); indicating in Falcon its successor. The CSM preferred Antonino to it Apples following seniority criteria and Caponnetto did not hide its bitterness for this decision. In 1990 it of Added President of the Supreme Court of Cassation goes in pension with the title honourable. It cried at the moment of the dead women of Falcon, had a moment of sconforto to the funerals of Borsellino, said that it was “all ending”, but its engagement from 1992 has been continuous, in spite of the age and the problems of health. |
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Il Pool Antimafia Il Pool comprende quattro magistrati. Falcone, Borsellino e Barrile lavorano uno a fianco all’altro, sotto la guida di Rocco Chinnici. Si intravede e, lentamente, si instaura un legame comunitario tra i giudici che appartengono al pool. E’ nei giovani la forza su cui contare per cambiare la mentalità della gente e i magistrati lo sanno. Vogliono scuotere le coscienze e sentire intorno a sé la stima della gente. Sia Falcone sia Borsellino hanno sempre cercato la gente. Borsellino comincia a promuovere e a partecipare ai dibattiti nelle scuole, parla ai giovani nelle feste giovanili di piazza, alle tavole rotonde per spiegare e per sconfiggere una volta per sempre la cultura mafiosa. Fino alla fine della sua vita Borsellino, nel tempo che gli rimane dopo il lavoro, cercherà di incontrare i giovani, di comunicargli questi nuovi sentimenti e di renderli protagonisti della lotta alla mafia. Parallelamente continua il lavoro nel pool. Questa squadra funziona bene, ma si comprende che per sconfiggere la mafia il pool, da solo, non è sufficiente. Si chiede la promozione di pool di giudici inquirenti, coordinati tra loro ed in continuo contatto, il potenziamento della polizia giudiziaria, l’istituzione di nuove regole per la scelta dei giudici popolari e di controlli bancari per rintracciare i capitali mafiosi. I magistrati del pool pretendono l’intervento dello stato perché si rendono conto che il loro lavoro, da solo, non basta. Borsellino lavora senza sosta, firma provvedimenti, indaga, ascolta con dedizione e responsabilità. Per questo Chinnici scrive una lettera al presidente del tribunale di Palermo per sollecitare un encomio nei confronti suoi e di Giovanni Falcone, importante per eventuali incarichi direttivi futuri. A proposito di Borsellino così scrive Chinnici: " Magistrato degno di ammirazione, dotato di raro intuito, di eccezionale coraggio, di non comune senso di responsabilità, oggetto di gravi minacce, ha condotto a termine l’istruzione di procedimenti a carico di pericolose associazioni a delinquere di stampo mafioso". L’encomio richiesto, non è mai arrivato. Poi il dramma. Il 4 agosto 1983 viene ucciso il giudice Rocco Chinnici con un’autobomba. Borsellino è distrutto dopo Basile anche Chinnici viene strappato alla vita e il vuoto si fa sentire molto. Ancora la moglie di Borsellino racconta il legame di Borsellino con Chinnici: "Con Rocco, mio marito ha un rapporto di amicizia e di fiducia intensa e reciproca. Una collaborazione durata tanti anni, fondata sulla massima intesa...per Paolo la sua uccisione è un altro dolore atroce...". Il "capo" del pool, il punto di riferimento, viene a mancare e si ha l’impressione che la mafia, questa entità che tutto vede e tutto osserva, abbia ben compreso lo spirito ed il nuovo modo di lavorare dei giudici siciliani. Borsellino con molta preoccupazione commenta: "La mafia ha capito tutto: è Chinnici la testa che dirige il Pool". A sostituire Chinnici arriva a Palermo il giudice Caponnetto e il pool, sempre più affiatato continua nell’incessante lavoro raggiungendo i primi risultati: "Sentiamo la gente fare il tifo per noi". Il Pool non vuole sentirsi solo, cerca lo Stato e i cittadini, vuole una mobilitazione generale contro la mafia. Nel 1984 viene arrestato Vito Ciancimino e si pente Buscetta, Borsellino sottolinea in ogni momento il ruolo fondamentale dei pentiti nelle indagini e nella preparazione dei processi. Comincia la preparazione del Maxiprocesso e viene ucciso il commissario Beppe Montana . Ancora sangue, per fermare le persone più importanti nelle indagini sulla mafia e l’elenco dei morti è destinato ad aumentare. Il clima è terribile Falcone e Borsellino vengono immediatamente trasferiti all’Asinara per concludere le memorie, predisporre gli atti senza correre ulteriori rischi. All’inizio del maxiprocesso l’opinione pubblica inizia a criticare i magistrati, le scorte e il ruolo che si sono costruiti. Paolo Borsellino chiede il trasferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala per ricoprire l'incarico di Procuratore Capo. Il Consiglio Superiore della Magistratura, con una decisione storica e non priva di strascichi polemici - si veda l'articolo di Leonardo Sciascia sui "Professionisti dell' antimafia" - accoglie la relativa istanza sulla base dei soli meriti professionali e dell'esperienza acquisita da Paolo Borsellino negando per la prima volta validità assoluta al criterio dell'anzianità. Sicché il 19.12.1986 Paolo Borsellino prende servizio a Marsala dove per cinque anni guiderà una delle Procure più impegnate sul fronte della lotta alla criminalità organizzata. Al centro (Palermo) Falcone e a Marsala Borsellino in modo da scoprire tutti i collegamenti esistenti tra la mafia di Palermo e quella della provincia. Nel corso di questo quinquennio, denso di scottanti inchieste giudiziarie e numerose soddisfazioni personali, Paolo Borsellino è dapprima nominato Segretario provinciale della corrente di Magistratura Indipendente, e, successivamente, Presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati. Vive in un appartamento nella caserma dei carabinieri per risparmiare gli uomini della scorta. In suo aiuto arriva Diego Cavaliero, magistrato di prima nomina, lavorano tanto e con passione. Sempre fianco a fianco, Borsellino è un esempio per il giovane, non si risparmia mai. Teme che la conclusione del maxiprocesso attenui l’attenzione sulla lotta alla mafia, che il clima scemi e si torni alla normalità. Per questo Borsellino cerca la presenza dello Stato, incita la società civile a continuare le mobilitazioni per tenere desta l’attenzione sulla mafia e frenare chi pensa di poter piano piano ritornare alla normalità. Invece, il clima comincia a cambiare. Il fronte unico che aveva portato a grandi vittorie della magistratura siciliana e che aveva visto l’opinione pubblica avvicinarsi agli uomini in prima linea e stringersi intorno a loro, comincia a cedere. Nel 1987 Caponnetto è costretto a lasciare la guida del Pool a causa di motivi di salute. Tutti a Palermo aspettavano la nomina di Falcone al suo posto, anche Borsellino è ottimista. Presto, però, si rende conto che il CSM (Consiglio superiore della magistratura) non è dello stesso parere e si diffonde il terrore di veder distruggere il Pool. Borsellino scende in campo e comincia una vera e propria guerra, parla ovunque e racconta cosa stia accadendo alla procura di Palermo; sui giornali, in televisione nei convegni, continua a lanciare l’allarme. A causa delle sue dichiarazioni Borsellino rischia il provvedimento disciplinare. Solo Cossiga, Presidente della Repubblica, interviene in suo appoggio chiedendo di indagare sulle dichiarazioni del magistrato per accertare cosa stesse accadendo nel palazzo di giustizia di Palermo. Il 31 luglio il CSM convoca Borsellino che rinnova le accuse e le sue perplessità. Il 14 settembre si pronuncia il CSM Falcone perde e Antonino Meli, per anzianità, prende il posto che doveva essere suo. Paolo Borsellino viene riabilitato, torna a Marsala e riprende a capofitto a lavorare. Nuovi magistrati arrivano a dargli una mano, giovani e, a volte di prima nomina. Il suo modo di fare, il suo carisma ed i suo impegno in prima linea li contagiano; lo affiancano con lo stesso fervore e con lo stesso coraggio nelle indagini su fatti di mafia. Cominciano a parlare i pentiti e le indagini su connessioni tra mafia e politica a prendere forma. Borsellino è convinto che per sconfiggere la mafia i pentiti abbiano un ruolo fondamentale. Anche i giudici, però, dovranno essere attenti, controllare e ricontrollare ogni dichiarazione, ricercare i riscontri ed intervenire solo quando ogni fatto possa essere provato. E’ un’opera lunga ma i risultati non tarderanno ad arrivare. Da questo momento gli attacchi a Borsellino diventano forti ed incessanti. Le indiscrezioni su Falcone e Borsellino sono ormai quotidiane; si parla di candidature alla Camera o alla carica di Sindaco. I due magistrati smentiscono ogni cosa. Comincia, intanto, il dibattito sull’istituzione della Superprocura e su chi porre a capo del nuovo organismo. Falcone, intanto, va a Roma come direttore degli affari penali e preme per l’istituzione della Superprocura. A Palermo era stato isolato, i magistrati del vecchio Pool vengono ormai assediati all’interno e all’esterno del Palazzo di giustizia. Per questo si sente la necessità di coinvolgere le più alte cariche dello stato nella lotta alla mafia. La magistratura da sola non può farcela, con Falcone a Roma si sente di avere un appoggio in più, Borsellino decide di tornare a Palermo, lo seguono il sostituto Ingroia e il maresciallo Canale. E’ in prima fila e tenta di ricostruire quel clima che, ai tempi del Pool, aveva permesso di raggiungere grossi risultati. Così, maturati i requisiti per essere dichiarato idoneo alle funzioni direttive superiori - sia requirenti che giudicanti - Paolo Borsellino, pur rimanendo applicato alla Procura della Repubblica di Marsala chiede e ottiene di essere trasferito alla Procura della Repubblica di Palermo con funzioni di Procuratore Aggiunto. Grazie alle sue indiscusse capacità investigative, una volta insediatesi presso la Procura di Palermo in data 11.12.1991 è delegato al coordinamento dell'attività dei Sostituti facenti parte della Direzione Distrettuale Antimafia. I Magistrati, con l’arrivo di Borsellino trovano nuova fiducia. A Borsellino vengono tolte le indagini sulla mafia di Palermo dal procuratore Giammanco, e gli vengono assegnate quelle di Agrigento e Trapani. Ricomincia a lavorare con l’impegno e la dedizione di sempre. Nuovi pentiti, nuove rivelazioni confermano il legame tra la mafia e la politica, riprendono gli attacchi al magistrato e lo sconforto ogni tanto si manifesta. In una dichiarazione si può riassumere lo stato d’animo di Borsellino in quel momento: "Un pentito è credibile solo se si trovano i riscontri alle sue dichiarazioni. Se non ci sono gli elementi di prova, la sua confessione non vale nulla. E’ la legge che lo dice...e io sono un giudice che questa legge deve applicarla. I rapporti tra mafia e politica? Sono convinto che ci siano. E ne sono convinto non per gli esempi processuali, che sono pochissimi, ma per un assunto logico: è l’essenza stessa della mafia che costringe l’organizzazione a cercare il contatto con il mondo politico. ...è maturata nello stato e nei politici la volontà di recidere questi legami con la mafia? A questa volontà del mondo politico non ho mai creduto". Con questa consapevolezza il giudice, invece di scoraggiarsi, si immerge nel lavoro con ancora più convinzione, come se la sconfitta della mafia dipendesse solo dal suo operato e quello dei magistrati che lo circondano. Intanto a Roma viene finalmente istituita la superprocura e vengono aperte le candidature; Falcone è il numero uno ma, anche questa volta, sa che non sarà facile. Borsellino lo sostiene a spada tratta sebbene non fosse d’accordo sulla sua partenza da Palermo. Il suo impegno aumenta quando viene resa nota la candidatura di Cordova. Borsellino esce allo scoperto, parla, dichiara, si muove: è di nuovo in prima linea. I due magistrati lottano uno a fianco all’altro, temono che la superprocura possa divenire un arma pericolosa se in possesso di magistrati che non conoscono la mafia siciliana. Nel Maggio 1992 finalmente Falcone raggiunge i numeri necessari per vincere l’elezione a superprocuratore. Borsellino e Falcone esultano, ma il giorno dopo Falcone viene ucciso insieme alla moglie, a Capaci; la mafia sa che in quel posto il giudice Falcone era troppo pericoloso. Borsellino soffre molto, il legame che ha con Falcone è speciale e lui è morto tra le sue braccia. Tutti i momenti trascorsi insieme, da quelli più belli a quelli più brutti, gli tornano alla mente. Dalle prime indagini nel pool, alle serate insieme, alle battute per sdrammatizzare, ai momenti di lotta più dura quando insieme sembravano "intoccabili", al periodo forzato all’Asinara fino al distacco per Roma. Una vita speciale, quella dei due amici-magistrati, densa di passione e di amore per la propria terra. Due caratteri diversi, complementari tra loro, uno un po’ più razionale l’altro più passionale, entrambi con un carisma, una forza d’animo ed uno spirito di abnegazione esemplari. Gli viene offerto di prendere il posto di Falcone nella candidatura alla superprocura, ma Borsellino rifiuta, sebbene sia consapevole che quella sia l’unica maniera che ha per condurre in prima persona le indagini sulla strage di Capaci. Così risponde al Ministro: "...La scomparsa di Falcone mi ha reso destinatario di un dolore che mi impedisce di rendermi beneficiario di effetti comunque riconducibili a tale luttuoso evento....". Resta a Palermo, nella procura dei veleni per continuare la lotta alla mafia, diventando sempre più consapevole che qualcosa si è rotto, che il suo momento è vicino. Ad un mese dalla morte dell’Amico Falcone, tra le fiaccole e con molta emozione parla di lui, cerca di raccontarlo: "Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione....per amore. La sua vita è stata un atto d’amore verso questa città, verso questa terra che lo ha generato. Perché se l’amore è soprattutto ed essenzialmente dare, per lui, amare Palermo e la sua gente ha avuto e ha il significato di dare a questa terra qualcosa, tutto ciò che era possibile dare delle nostre forze morali, intellettuali e professionali per rendere migliore questa città e la patria a cui essa appartiene. ..Sono morti tutti per noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo, continuando la loro opera...dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo". Vuole collaborare alle indagini sull’attentato di Capaci di competenza della procura di Caltanissetta. Le indagini proseguono, i pentiti aumentano e il giudice cerca di sentirne il più possibile. Arriva la volta dei pentiti Messina e Mutolo, ormai Cosa Nostra comincia ad avere sembianze conosciute. Spesso i pentiti hanno chiesto di palare con Falcone o con Borsellino perché sapevano di potersi fidare, perché ne conoscevano le qualità morali e l’intuito investigativo. Continua a lottare per poter avere la delega per ascoltare il pentito Mutolo. Insiste e alla fine il 19 luglio 1992 alle 7 di mattina Giammanco gli comunica telefonicamente che finalmente avrà quella delega e potrà ascoltare Mutolo. Lo stesso giorno Borsellino va nella casa del mare, a Villagrazia, con la scorta. Si distende, va in barca con uno dei pochi amici rimasti. Dopo pranzo torna a Palermo per accompagnare la mamma dal medico e con l’esplosione dell’autobomba sotto la casa, in via D’Amelio, muore con tutta la scorta. E’ il 19 luglio del 1992. |
l Pool the Antimafia The Pool comprises four magistrates. Falcon, Borsellino and Barrile work one to flank to the other, under the guide of Rocco Chinnici. It is caught a glimpse and, slowly, a communitarian tie between the judges is established who belong to the pool. E' in the young people the force on which counting in order to change to the mentality of people and the magistrates they know it. They want to shake the consciences and to feel around himself the esteem of people. It is Falcon is Borsellino have always tried people. Borsellino begins to promote and to participate to you debate yourself in the schools, speaks to the young people in the juvenile festivities of public square, to the round tables in order to once explain and in order to defeat in order always the mafia culture. Until the end of its Borsellino life, in the time that it remains after the job, it will try of to meet the young people, of comunicargli these new feelings and to render them protagonists of the fight to the Mafia. Parallel the
job in the pool continues. This square works well, but she is
comprised that in order to defeat the Mafia the pool, alone, he is
not sufficient. The promotion for pool of judges is asked enquirers,
coordinates to you between they and in continuous contact, the
potenziamento of the judiciary police, the institution of new rules
for the choice of the popular judges and of mafia bancari controls
in order to trace the understood one them. The magistrates of the
pool expect the participation of the state because they become
account that their job, alone, not enough. Then the drama. 4 August 1983 comes killed
the judge Rocco Chinnici with a autobomba. Borsellino is destroyed
after Basile also Chinnici comes torn to the life and the empty one
is made to feel very. Still the moglie of Borsellino tells the tie
of Borsellino with Chinnici: “With Rocco, my husband has a
relationship of friendship and intense and mutual confidence. A
collaboration duration many years, founded on the maximum
understanding… for Paul its killing is an other atrocious pain…”. The preparation of the Maxiprocesso begins
and comes killed commissioner Beppe Montana. Still blood, in order
to stop the more important persons in surveyings on the Mafia and
the directory of the dead men is destined to increase. The climate
is terrible Falcone and Borsellino comes immediately transferred to
the Asinara in order to conclude the memories, to predispose the
actions without to run ulterior risks. Paul Borsellino asks the transfer the Power of attorney for the Republic near the Court for Marsala in order to cover the assignment of Proxy Head. The Higher Council of the Magistracy, with a decision historical and not lacking in polemici strascichi - the article of Leonardo Sciascia is looked at on the “Professionals of the antiMafia” - receives the relative request on the base of the single professional merits and the acquired experience from Paul Borsellino denying for before the time absolute validity to the criterion of the seniority. Sicché the 19.12.1986 Paul Borsellino takes service to Marsala where for five years it will more guide one of the Powers of attorney engaged on the forehead of the fight to the organized crime. To the center (Palermo) Falcon and to Marsala Borsellino so as to to discover to all the existing connections between the Mafia of Palermo and that one of the province. In the course of this quinquennium, dense of burning judicial inquiries and numerous personal satisfactions, Paul Borsellino at first is name provincial Secretary of the current of Independent Magistracy, and, subsequently, national President of the National Association of Magistrates. He lives in an apartment in the barracks of the police officers in order to save the men of the supply. In its aid Diego Cavaliero arrives, magistrate first nomination, works so much and with passion. Always flank to flank, Borsellino is an example for the young person, is not never saved. It fears that the conclusion of the maxiprocesso attenuates the attention on the fight to the Mafia, than the climate dumb and lathes to normality. For this Borsellino it tries the presence of the State, inborn the civil society to continue the mobilitations in order to hold arouses the attention on the Mafia and to refrain who thinks about slowly being able slowly to return to normality. Instead, the climate begins to change. The
only forehead that had carried to great victories of the sicialian
magistracy and that it had seen the opinion public to approach
itself the men in front line and to tighten itself around to they,
begins to yield. The 14 september the CSM is pronounced
Falcon loses and Antonino Apples, for seniority, takes the place
that had to be its. Paul Borsellino comes riabilitato, returns to
Marsala and resumes to capofitto working. New magistrates arrive to
dargli one hand, young people and, sometimes first nomination. Its
way to make, its carisma and its engagement in front line them
contagiano; they place side by side with the same fervor and the
same courage in surveyings on Mafia facts. They begin to speak to
the sorry and surveyings on logons between the Mafia and politics to
take shape. Borsellino is convinced that in order to defeat the
Mafia the sorry has a fundamental role. Also the judges, but, will
have to be attention, to control and to recheck every declaration,
to search the replies and to only take part when every fact can be
tried. E' a long work but turns out to you will not be late to
arrive. The Magistrates, with the arrival of Borsellino find new confidence. To Borsellino they come removed surveyings on the Mafia of Palermo from the Giammanco proxy, and they come assigned those to it of Agrigento and Trapani. He recommences to always work with the engagement and the dedication. New sorry, new detections confirm the tie between the Mafia and politics, resume the attacks to the magistrate and the sconforto from time to time manifest. In a declaration the state of mind of Borsellino in that moment can be reassumed: “A sorry is credible single if the replies to its declarations are found. If not there are the evidences, its confession is not worth null. E' the law that I say to it… and I am a judge who this law must apply it. The relationships between the Mafia and politics? They are convinced that there are. And they are convinced some not for the trial-like examples, that they are least, but for a logical task: it is the same essence of the Mafia that the organization forces to try the contact with the political world. … is matured in the state and the politicians the will to recidere these ties with the Mafia? To this will of the political world I have not never believed”. With this knowledge the judge, instead losing heart itself, dips in the job with anchor more conviction, like if the defeat of the Mafia he depended solo from its acts and that one of the magistrates who encircle it. While to Rome it comes finally instituted
the superpower of attorney and come opened the candidacies; Falcon
is the number but, also this time, knows that it will not be easy.
Borsellino supports it to sword draft although it was not in
agreement on its departure from Palermo. Its engagement increases
when it comes rendered famous the candidacy of Cordova. Borsellino
exits uncovered, speaks, declares, moves: it is of new in front
line. The two magistrates fight one to flank to the other, fear that
the superpower of attorney can become a dangerous arm if in
possession of magistrates who do not know the sicialian Mafia. To a month from the dead women of the
Friend Falcon, between the torches and with much emotion it speaks
about he, tries to tell it: “Because it is not escaped, because it
has accepted this tremendous situation….for love. Its life has been
a love action towards this city, towards this earth that has
generated it. Because if the love is above all and essentially to
give, for he, to love Palermo and its people have had and have the
meant one of giving to this earth something, all that that was
possible to give of our moral, intellectual and professional forces
in order to render this city better and the native land to which it
she belongs. .Sono died all for we, the unjust ones, we have a great
debit towards of they and must pay it, continuing their work…
demonstrating to same we and to the world who Falcon is alive”. The same Borsellino day goes in the house of the sea, to Villagrazia, with the supply. It is stretched, goes in boat with one of the little remained friends. After lunch it returns to Palermo in order to accompany the mother from the doctor and with the outbreak of the autobomba under the house, in via Of Amelio, it dies with all the supply. E' the 19 July of 1992. |
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...per non dimenticare... ...ELENCO PURTROPPO INCOMPLETO !
Giuseppe Fava, giornalista |
… in order not to forget… … UNFORTUNATELY INCOMPLETE DIRECTORY!
Giuseppe Fava, journalist |
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